
“Questa notte Dio vi sorride”, con queste parole Magdaleno Rose-Avila ha voluto esprimere tutta la sua gratitudine verso i giovani della Diocesi di Frosinone- Veroli- Ferentino che venerdì 1 dicembre si sono ritrovati insieme per condannare la pena capitale. Nonostante le temperature rigide, oltre 300 ragazzi, si sono ritrovati davanti alla “Curva Nord” dello Stadio “Matusa” e hanno attraversato via Aldo Moro con le fiaccole e diversi striscioni contro la pena di morte rappresentando simbolicamente quel “monumento” che la maggior parte delle città del mondo hanno illuminato in segno di opposizione alla pena di morte la sera prima, il 30 novembre, giornata mondiale contro la pena capitale, aderendo all’evento “Cities for Life”. L’iniziativa, organizzata dalla pastorale giovanile della diocesi e dal titolo “Luci nella notte del mondo- i giovani contro la pena di morte” è proseguita all’interno della parrocchia del Sacratissimo Cuore di Gesù, con il cuore dell’iniziativa: l’incontro e la testimonianza di Magdaleno Rose-Avila, direttore esecutivo dell’associazione statunitense abolizionista “Witness to Innocence fondata da Sister Helen Prejean (da cui è tratto il film Dead Man Walking).
Oltre ad elogiare e a ringraziare i ragazzi provenienti dalle varie parti della diocesi e da vari istituti superiori della provincia per la partecipazione e per l’impegno su un tema cosi importante che affligge ancora l’umanità (83 Paesi hanno ancora la pena di morte tra le loro leggi e oltre 1300 esecuzioni vengono dichiarate ogni anno), Magdaleno Rose- Avila ha voluto raccontare la sua storia al fianco di queste persone sottolineando che davanti ai tanti perché che queste persone gli pongono davanti ogni giorno: “Non so cosa dire a chi è condannato, perché non so e non posso giustificare il mio governo che li sta per uccidere”. “La prima volta che vedo queste persone- ha proseguito Magdaleno- sono molto arrabbiate per quello che gli sta succedendo, con il passare del tempo grazie anche alla lettura della Bibbia, comprendono che l’uomo è debole e bisogna perdonare anche chi li sta per uccidere”. Nel salutare tutti i ragazzi presenti, Magdaleno, ha invitato ciascuno di loro a lottare e ad impegnarsi affinché la pena di morte venga debellata da questo mondo: “Voi avete il potere di creare miracoli”, ricordando quando da ragazzo insieme ad altri suoi coetanei riuscì con una serie di iniziative e con una raccolta firme ad evitare la pena di morte ad una ragazza. Al termine di questa testimonianza è intervenuto il nostro vescovo Ambrogio che ha parlato ai giovani in modo semplice e diretto: “Alla violenza noi non dobbiamo rispondere con la violenza, perché non faremo altro che generare altra violenza. Comportiamoci con mitezza e siamo generosi. Perché la violenza, prima ancora che diventare un’azione (come le guerre) nasce nel cuore di ciascuno e si trasforma in tanti piccoli gesti e pensieri quotidiani, si alimenta con le nostre parole e con quello che scriviamo sui social”. Poi ha ringraziato Magdaleno Rose-Avila per essere venuto in mezzo a noi a raccontare la sua esperienza di vita.
Andrea Pesillici
Qui la fotogallery completa:
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