News di PG

39017833 1963836337248839 7865350016909443072 nSi è tenuto Sabato 11 e Domenica 12 l'attesissimo incontro dei giovani italiani a Roma con Papa Francesco in preparazione al Sinodo dei giovani che si terrà tra qualche settimana. la nostra Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino non poteva mancare a questo appuntamento e si è presentaqta al Circo Massimo con un nutrito gruppo di ragazzi desiderosi di fare questa esperienza. Sono stati due giorni carichi di gioia come di spiritualità vissuti insieme a vecchi e nuovi amici sotto la sguardo paterno e sempre presente del Santo Padre. Due giorni che possono essere raccontati al meglio solo da chi era lì, eccovi allora una delle tante testimonianze lasciate dai giovani della nostra Diocesi.  
"Eccomi! 

Eccomi di ritorno, appena ripresa dalle fatiche di questi giorni insieme a Roma per l’incontro dei Giovani italiani con il Papa. Non è il primo incontro a cui partecipo, ma uno dei tanti a cui negli ultimi anni ho preso parte. Qualcuno potrebbe definirmi un “habitué” nonostante abbia solo ventidue anni. A chi mi chiede cosa mi spinge a continuare a partecipare, sorrido e penso alla carica che le parole del Papa e che la forza dell’incontro mi trasmettono ogni volta. Sono come un toccasana per le tante fatiche, i tanti dubbi e domande che poi mi trovo affrontare nella vita di ogni giorno. Quelle stesse domande che alcuni miei coetanei hanno posto al Santo Padre sabato scorso: sulla capacità di sognare nella precarietà della vita; sulla capacità di impegnarsi nella società in cui viviamo; sulle ingiustizie del mondo; sulla distanza e sugli scandali che spesso attraversano la chiesa. 
Ma prima di soffermarmi su alcuni “appunti di viaggio”, faccio un passo indietro. Questo incontro con il Papa si è inserito in un percorso che il nostro Vescovo Ambrogio e l’Ufficio di Pastorale giovanile diocesana hanno intrapreso in questo anno sinodale. Un cammino che ci ha portato dall’Assemblea diocesana ad interrogarci sul ruolo che noi giovani possiamo avere nel mondo della Chiesa oggi. In questo senso, le nostre riflessioni sono state aiutate da alcuni momenti importanti. Penso all’incontro contro la pena di morte, alla veglia per i martiri missionari e alla testimonianza dei genitori di Chiara Luce Badano. L’incontro di Roma è stato quindi solo la normale continuazione di quel percorso che ci vede già guardare al domani.

Eccoci quindi alla partenza. Poco più di cinquanta tra ragazzi ed educatori provenienti dalle parrocchie di Pofi, Monte San Giovanni Campano, Ferentino, Porrino, Casamari e Castro dei Volsci. Saliti sul treno riceviamo un messaggio dal nostro Vescovo ad accompagnarci nel nostro cammino “Carissimi giovani. Giovani coraggiosi ed entusiasti rendono bella la nostra Diocesi. Buona festa e buona preghiera. Siate sale e luce di amicizia e condivisione in questo tempo difficile. Un abbraccio affettuoso a tutti. Don Ambrogio”.

Un’ora e siamo a Roma. Poi, metro direzione Colosseo, una foto e diritti al Circo Massimo. Tralascio la fatica e il caldo della fila in attesa di entrare e passo ai miei citati appunti. Ve li riporto così come li ho scritti, senza aggiungere altro. Tutto d’un fiato, senza respirare.

“I sogni sono importanti. Tengono il nostro sguardo largo, ci aiutano ad abbracciare l’orizzonte, a coltivare la speranza in ogni azione quotidiana. E i sogni dei giovani sono i più importanti di tutti. Un giovane che non sa sognare è un giovane anestetizzato; non potrà capire la vita, la forza della vita. I sogni ti svegliano, di portano in là, sono le stelle più luminose, quelle che indicano un cammino diverso per l’umanità. Ecco, voi avete nel cuore queste stelle brillanti che sono i vostri sogni: sono la vostra responsabilità e il vostro tesoro. Fate che siano anche il vostro futuro! E questo è il lavoro che voi dovete fare: trasformare i sogni di oggi nella realtà del futuro, e per questo ci vuole coraggio”. Bellissima questa frase, non credete?

“Certo, i sogni vanno fatti crescere, vanno purificati, messi alla prova e vanno anche condivisi. Ma vi siete mai chiesti da dove vengono i vostri sogni? I miei sogni, da dove vengono?”. E’ già, da dove vengono i miei sogni? Questo non me lo sono mai chiesto!

“Sapete? I sogni dei giovani fanno un po’ paura agli adulti. Fanno paura, perché quando un giovane sogna va lontano. Forse perché hanno smesso di sognare e di rischiare. Tante volte la vita fa che gli adulti smettano di sognare, smettano di rischiare; forse perché i vostri sogni mettono in crisi le loro scelte di vita, sogni che vi portano a fare la critica, a criticarli. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni”. Non lasciarsi rubre i sogni. Questa frase devo sottolinearla in grassetto!!

“Abbiamo tanti motivi per correre, spesso solo perché ci sono tante cose da fare e il tempo non basta mai. A volte ci affrettiamo perché ci attira qualcosa di nuovo, di bello, di interessante. A volte, al contrario, si corre per scappare da una minaccia, da un pericolo…” ecco un’altra parola da evidenziare SCAP-PA-RE.

Altri appunti li tengo per me, li sento molto personali per ora. Magari li condividerò più in là.

E poi? Poi, la festa dei giovani con alcuni artisti italiani, in cui ci siamo divertiti tantissimo. Poi, la notte bianca dello spirito e la visita alla Chiesa di San Bartolomeo, Santuario dei nuovi martiri, Poi la notte sotto le stelle e, soprattutto sui sanpietrini (me lo ricorderò eccome), dinanzi alla Basilica di San Giovanni dei Fiorentini insieme a centinaia di ragazzi provenienti da tutta Italia. Poi, la celebrazione eucaristica a Piazza San Pietro.

Vi saluto così, con le parole di Papa Francesco “Cari amici, vi siete messi in cammino e siete venuti a questo appuntamento. E ora la mia gioia è sentire che i vostri cuori battono d’amore per Gesù, come quelli di Maria Maddalena, di Pietro e di Giovanni. E poiché siete giovani, io, come Pietro, sono felice di vedervi correre più veloci, come Giovanni, spinti dall’impulso del vostro cuore, sensibile alla voce dello Spirito che anima i vostri sogni. Per questo vi dico: non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Abbiamo bisogno di fraternità: rischiate, andate avanti! Sarò felice di vedervi correre più forte di chi nella Chiesa è un po’ lento e timoroso, attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede. Abbiamo bisogno! E quando arriverete dove noi non siamo ancora giunti, abbiate la pazienza di aspettarci, come Giovanni aspettò Pietro davanti al sepolcro vuoto”.

P.S. altre parole da sottolineare: 
NON AC-CON-TEN-TA-TE-VI; 
RI-SCHIA-RE; 
PA-ZIEN-ZA."
Qui trovate una piccola fotogallery dell'incontro: 


Andrea Pesillici

Pastorale Giovanile CEI

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SERVIZIO NAZIONALE PER LA PASTORALE GIOVANILE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
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