
Un esperienza unica nella vita. Quello che sto per raccontarvi è l’esperienza che ho vissuto in occasione dell’incontro nazionale dei giovani con il Papa a Loreto la scorsa settimana. Esperienza che ho deciso di fare come volontario dopo aver vissuto la GMG di Colonia come pellegrino. Credo che quello che io e gli altri volontari abbiamo vissuto in questi giorni sia qualcosa di assolutamente unico e speciale. Entrare nel “villaggio volontari” è stato come vivere in una dimensione parallela alla nostra, nella quale ogni persona diveniva amica al primo sorriso che si incontrava e che subito si trasformava in dialogo. Da qui uno scambio di esperienze che ci hanno permesso di capire come il Signore sia capace di entrare nella vita di tutti noi e renderla molto più facile. Forse “facile” è una parola troppo forte perché i momenti no nella vita di una persona sono e rimangono tanti. Ma quando credi di toccare il fondo, di essere solo, senti quella mano che si tende verso di te e ti risolleva. Magari grazie anche al semplice sorriso di una persona che ha trovato la pace interiore e ha capito che la sua missione è quella di testimoniarla ad altri. Come tutte le esperienze di vita non è stata semplice! Tutti noi volontari passavamo il giorno a lavorare. I servizi erano vari: alcuni di noi andavano ad Ancona a preparare le sacche del pellegrino, altri a San Benedetto del Tronto, a preparare i pasti per il sabato e la domenica, altri ancora trascorrevano le loro giornate sotto il sole a preparare l’area di Montorso e il Palco, mentre altri erano in ufficio, all’info point o al call center. Quando alla sera ci si incontrava a cena i visi erano stanchi dal corri corri generale. Molte erano le persone che sembravo sul punto di cedere o che avevano deciso di restare al letto la mattina seguente, ma poi bastava ascoltare l’omelia dei sacerdoti del villaggio, o le catechesi di Menichelli e Segalini, a far riaccendere in noi la voglia di fare, di alzarsi di nuovo presto nonostante la fatica. Dopo una settimana di lavoro è però arrivata la soddisfazione quando sabato, sveglia alle tre per molti, abbiamo iniziato a vedere la spianata riempirsi di persone festose che ballavano e si muovevano in un tripudio di colori. Per quanto mi riguarda il momento che più di ogni altro mi ha colpito è stato quando Alessandro Preziosi, presentatore della serata, mentre leggeva una poesia, ha gridato con tutta la sua forza «Dio!». In quel momento ho sentito sotto di me la terra tremare per il grido di cinquecentomila persone che con quel gesto hanno dato voce a Gesù Cristo ribadendo il loro SI al Signore. L’emozione che ho provato è indescrivibile e penso sia impossibile da riprovare. Dopo tante fatiche è tanti nuovi amici ripartire per molti è stato davvero duro però non dobbiamo guardarci indietro con nostalgia ma con tanta gioia nel cuore e un sorriso enorme sulle labbra, che possiamo portare a nostra volta a tutte le persone che incontreremo quotidianamente da oggi in poi. L’unica cosa che posso fare è dire un grazie all’organizzazione, ai volontari e a tutte quelle persone che ci hanno dato forza nei momenti di scoraggiamento per avermi donato una delle cose più grandi al mondo, l’amicizia.
ANDREA PALMA
