Adozione a Distanza

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Kizza Kevin è una bambina ugandese di 12 anni. È nata a Nakaseeta nel distretto di Nakasiko. Attualmente vive nel villaggio di Butemula insieme ai due nonni che si prendono cura della nipotina da quando entrambi i genitori sono morti nel 2003: dapprima il padre, trovato senza vita in casa, e poi la mamma stroncata dalla malaria.



L’Uganda fa parte della regione dei Grandi Laghi e per lungo tempo la profonda crisi che ha coinvolto questi Stati africani è stata al centro della cronaca a causa di sanguinosi conflitti nati da tensioni religiose, etniche, economiche e identitarie che hanno annichilito le popolazioni coinvolte.
Per capire gli effetti devastanti in seguito a decenni di guerre, di arretratezza, di miseria e di malattie basti sapere le condizioni di vita cui è costretta Kizza a soli 12 anni.
Kizza vive in una casa fatta di fango, di proprietà dei nonni. Il piccolo nucleo può attingere all’acqua attraverso un pozzo di superficie; per i servizi igienici dispone di una latrina ad uso esclusivo della famiglia; l’abitazione non è dotata di elettricità.
Nella civiltà cosiddetta avanzata, chi riuscirebbe a vivere senza poter usufruire di questi servizi di prima necessità che nemmeno rientrano nella categoria comfort???
La domanda retorica non ha lo scopo di additare la società occidentale per i privilegi di cui può godere ma sensibilizzare le persone più fortunate attraverso la conoscenza di realtà tanto diverse che flagellano parti del mondo non così lontane da noi.
Il tentativo del progetto dell’adozione a distanza è quello di donare una nuova speranza a chi come Kizza ha subito tanto dolore e privazioni anche a causa di un destino assurdo che da una parte la costringe a vivere lontana dall’affetto di sei sorelle e due fratelli affidati ad altri parenti. Da allora la piccolina è diventata molto riservata, triste, silenziosa… e i suoi grandi occhi neri raccontano tutto il vuoto che ha dentro. Dall’altra la nostra Kizza è dovuta crescere troppo in fretta anche per occuparsi del sostentamento alimentare suo e dei nonni che troppo anziani e malati non possono lavorare e coltivare il campo da cui Kizza ricava i soli prodotti con cui si nutrono.
Kizza è stata privata dell’età della fanciullezza, quella dai cui Peter Pan, l’eterno bambino, non vorrebbe mai separarsi perché consapevole che la spensieratezza, l’innocenza e la felicità di quegli anni non torneranno mai più.
Il lavoro nel giardino di casa le impedisce il regolare svolgimento delle lezioni nella scuola del villaggio, a due km dalla sua abitazione, e nonostante Kizza studi molto è inevitabile che la sua formazione scolastica sia sacrificata.
Con una piccola spesa, che come noi potresti fare anche tu, la Pastorale Giovanile è felice di dare la possibilità alla piccola Kizza di ricevere una buona educazione che un giorno, ci auguriamo, potrà aiutarla a soddisfare almeno i suoi bisogni fondamentali ma è consapevole di quanto molto ancora andrebbe realizzato sia per lei che per tutti quei bambini che hanno di fronte a sé un avvenire incerto, triste, difficile…
Sappiamo che “Deus Caritas Est” e l’esercizio dell’amore verso il prossimo è il più grande gesto di amore verso il nostro Dio che mai ci abbandona e che saprà indicarci la strada migliore per aiutare chi ne ha bisogno.
Ufficio Stampa Pastorale Giovanile

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