
“Una Chiesa che incontra, ascolta, dialoga.. con i giovani” è questo, riassumendo un po’, il tema dell’incontro dei giovani organizzato nel corso dell’Assemblea Diocesana tenutasi a Casamari, sabato 7 e domenica 8 ottobre. Dopo la presentazione dell’anno sinodale dedicato ai giovani e la visione del video preparato dalla CEI, i ragazzi si sono divisi in alcuni gruppi di lavoro, insieme ad un componente dell’equipe della Pastorale Giovanile diocesana, per confrontarsi insieme su alcune domande. Sono state riprese, in particolare, alcune linee del documento di preparazione al sinodo dei giovani. Ai ragazzi è stato chiesto “Quali sono, secondo te, le sfide e le opportunità con cui oggi dovete confrontarvi?”, “Secondo voi la Chiesa ascolta la realtà dei giovani e, se sì, in che modo?”, “Che cosa chiedi e/o cosa vorresti dalla Chiesa?” e “Che possibilità di partecipazione avete oggi o vorreste avere nella realtà ecclesiale?”. L’idea di fondo, condivisa con il Vescovo, è stata quella di avviare un dialogo diretto e franco con i ragazzi presenti, ponendosi in ascolto delle loro idee e di quello che vorrebbero. Proviamo a sintetizzare un po’ le loro risposte.
La sfida principale avvertita dai ragazzi sono gli “altri”, riferendosi, in primis, ai ragazzi che non frequentano e a coloro che la pensano diversamente da loro. Avvertono, in generale, l’urgenza di relazionarsi con loro in modo vero, autentico. Hanno poi affermato l’esigenza di un’apertura maggiore della Chiesa alle nuove generazioni e a auspicato l’utilizzo di nuove modalità di interazione, soprattutto di un linguaggio dei sacerdoti meno distante e più calato nella realtà della loro vita. Riconoscono nella Chiesa un luogo di amicizia, un punto di riferimento e di partecipazione, ma vorrebbero una Chiesa che li accompagni e li aiuti di più nella crescita, nei momenti cruciali di passaggio della loro vita e dinanzi alle difficoltà della quotidianità. Vorrebbero, anche, una Chiesa in grado di mostrare coerenza tra le parole e i fatti. Per quanto riguarda le parrocchie, vorrebbero una vita parrocchiale più dinamica e tale da rendendoli partecipi e protagonisti. Rivendicano degli spazi “loro” dove poter discutere e confrontarsi sui temi più rilevanti della vita sociale, senza nessuna paura e condizionamento. A livello diocesano avvertono la necessità di creare ulteriori momenti di incontro e di approfondimento. Vorrebbero, in questo senso, evitare intermediazioni inutili e abbattere quelle distanze che a volte sembrano esserci. E’ solo un punto di partenza, ma ci sembra che sia un BUON punto di partenza.
