GMG di Cracovia un anno dopo: semplicemente un ricordo?

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Un anno fa, con le nostre valigie cariche di attese, partivamo per la Polonia, per la GMG di Cracovia. Abbiamo chiesto ai ragazzi della nostra Diocesi di raccontarci quali sono oggi i frutti di quella esperienza. Andrea: “Mi è stato chiesto di scrivere cosa ha lasciato la GMG dentro di me a distanza di un anno… Bene, ci penso un attimo, come faccio tutte le volte che mi si chiede di parlare di qualche tema importante, ma, un attimo, questa volta è diverso, stavolta non ho bisogno di ragionare o di scrivere in brutta copia. Per la prima volta so già cosa devo dire! Penso a quei giorni e mi ricordo ogni singolo dettaglio, mi ricordo gli incontri fatti prima della partenza per prepararci al meglio dove conoscevo solo il mio gruppetto di amici, mi ricordo il viaggio in pullman, mi ricordo i primi momenti di conoscenza con quelli che diventeranno dei nuovi amici, mi ricordo la festa organizzata per tutti gli italiani (che festa ragazzi!), mi ricordo l’arrivo del Papa, le sue prime parole, i suoi gesti e tutte le emozioni che provavo in quei momenti, talmente forti che pensavo di scoppiare. Mi ricordo che ragazzi di diverse nazionalità si aiutavano l’un l’altro, mi ricordo i sorrisi e le gioie che non mancavano nemmeno per un istante, mi ricordo dei momenti di preghiera, dei momenti di formazione e della Santa Messa con il Santo Padre in un prato immenso, riempito, in ogni suo centimetro, da ragazzi con il sorriso stampato in faccia e desiderosi di santità.

Infine mi ricordo della meravigliosa città che ci ha ospitato, di una nazione meravigliosa e con un cuore grande, di don Paolo, un sacerdote che sa stare in mezzo ai giovani e di un gruppo di famiglie che oltre ad ospitarci non ci ha fatto mancare nulla, affetto compreso, facendoci sentire come a casa. Mi ricordo troppe cose, non può essere che sia passato già un anno, di solito dopo un anno molte cose si dimenticano. Come si spiega questa cosa? La soluzione può essere solo una ed è molto semplice: la GMG, per qualsiasi ragazzo cristiano rappresenta un momento indimenticabile, uno di quei momenti che ti fa provare emozioni forti che si provano solo in quei giorni ma che poi ti restano dentro e se ne saprai fare tesoro ti accorgerai che la vita non è solo odio e guerre come ci fanno credere, ma esiste il rovescio della medaglia, una vita di amore e di tante belle cose che si sviluppa sotto lo sguardo attento di Gesù”. Noemi: “Il ricordo della GMG ad un anno di distanza è forte, fortissimo… mentre ci aggiriamo, a volte smarriti, nelle nostre vite di ragazzi alla ricerca di un posto nel mondo, ci rendiamo conto dell’immenso dono che è stato vivere quell’esperienza… abbiamo incontrato mille volti, ci siamo imbattuti in centinaia di sorrisi, abbiamo abbracciato decine di persone… ci siamo immersi nel mondo con l’eco della Parola che si faceva realtà: incontrarsi, dare il meglio si sè, donarsi… e poi riportare e realizzare nelle nostre vite il bagaglio di insegnamenti che abbiamo ricevuto a partire dalla grande testimonianza del Papa fino ai sorrisi stanchi ed intramontabili dei nostri compagni di viaggio che, a fine giornata, ci invitavano a continuare, sempre… Secondo me “l’aiuto” più grande che ti da questa esperienza è il fatto che ti senti parte di qualcosa di grandioso… ti rendi conto delle meraviglie che si possono realizzare con Gesù nel cuore… ti rendi conto che un mondo di pace è possibile… che veramente tutti insieme, uniti nella fede vera e concreta possiamo fare grandi cose… e tutto questo poi cerchi di riportarlo nella tua vita quotidiana, nelle sfide che affronti ogni giorno… ti dà maggiore forza e più coraggio nelle scelte”. Maria Vittoria: “A distanza di un anno con occhi malinconici osservo scorrere senza sosta pensieri su un’esperienza che è stata per me indimenticabile.. La GMG. Partire non è stato facile, le incertezze erano molte, ma ancor maggiore è stata la curiosità di scoprire che cosa ci fosse davvero dietro le testimonianze di molti che avevano già intrapreso un’esperienza del genere. Parlavano con entusiasmo di un viaggio che avrei ricordato per sempre…e avevano ragione! Non è stato semplicemente un viaggio, è stata un’esperienza unica, un’esperienza che non potrà mai essere espressa con parole adeguate! Sei a contatto diretto con il mondo, non sei a conoscenza di nessuno ma in quel momento sai che nonostante questo c’è qualcosa che vi lega che è molto più profondo di ogni altra barriera… La FEDE!” Marzia: “Porto con me ogni momento, ogni singolo impercettibile istante e ne faccio tesoro. Resterà nel mio cuore come la più bella esperienza di tutta la mia vita”.

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