La notte, nella piana di Montorso, non rimarrà al buio ma verrà letteralmente illuminata dalle “Fontane di Luce”. In attesa delle lodi del mattino e della celebrazione eucaristica con il Santo Padre, durante la veglia i giovani potranno trovare infatti uno spazio di riflessione e condivisione grazie ai laboratori di ascolto e spiritualità disposti nel fondo della valle. Le otto “Fontane”, disposte ad emiciclo a formare una vera agorà, saranno a disposizione per chiunque voglia trovare delle risposte al proprio percorso di vita. Vere e proprie “tracce”, dunque, “per invitare i ragazzi a meditare insieme”, come sottolineato da don Alessandro Amapani, segretario del Cisip, il Comitato italiano per il sostegno alle iniziative della pastorale giovanile che sovrintende l’organizzazione dell’evento. Come nel racconto tradizionale dell’annuncio dell’angelo a Maria, anche i pellegrini dell’Agorà potranno quindi vivere un dialogo speciale, alle fonti della preghiera e dell’ascolto reciproco. Sarà dunque l’occasione questa per riscoprire, individualmente o in piccoli gruppi, l’Annunciazione che ogni giovane vivrà nel corso di questa avventura, attraverso gli schemi di contemplazione e le domande consegnate dal Santo Padre al termine della serata del sabato. Prima fra tutte, si incontrerà la “Fontana di Maria” uno spazio dedicato alla preghiera mariana. Tra quelle semplici mura che da 700 anni si venerano a Loreto “il Verbo di Dio si è fatto carne”. Questo luogo sacro caro a innumerevoli pellegrini viene riprodotto per permettere ai protagonisti dell’Agorà di sentirsi realmente a casa. E non in una casa, ma nella “Casa” per eccellenza: quella in cui è cambiato definitivamente il destino del mondo. C’è poi la “Fontana dell’Eucaristia”, dove i giovani saranno chiamati a fare l’esperienza dell’adorazione a Gesù presente con il suo corpo nel Pane Eucaristico: questo stesso gesto venne spiegato da Papa Benedetto XVI nel corso della Gmg di Colonia come gesto di sottomissione al Padre, riconoscimento di Dio come nostra vera misura. Presso la “Fontana della Riconciliazione”, invece, chi desidera accostarsi al sacramento della Riconciliazione potrà essere accompagnato dai sacerdoti del “Servizio confessioni” per ricevere il perdono di Dio e della Chiesa. E ancora, la “Fontana dell’Ascolto”, con esperti disponibili ad ascoltare le storie, le fragilità dei ragazzi, offrendo così la possibilità di aprire il proprio vissuto ad un interlocutore attento ed accogliente. La “Fontana dell’Amore vero” è rivolta a chi vive un’esperienza di coppia. Se esiste tra i giovani una sorta di diffidenza nei confronti della posizione della Chiesa riguardo alla sessualità, come ricordato dal Papa nella sua prima enciclica “Deus caritas est”, è necessario trasmettere loro l’autentico “lieto annuncio di Dio sull’amore umano”. La “Fontana della Vocazione” è dedicata ai temi della speciale consacrazione, alla scoperta della sinfonia del disegno di Dio, mentre la “Fontana del Creato” ricorda che proprio il primo settembre la Chiesa italiana celebra la Giornata per la salvaguardia del Creato, sottolineando il compito che Dio ha affidato all’umanità: custodire e coltivare la terra come un giardino (Gn 2,15). Chiude il cerchio la “Fontana del Dialogo”, dove sarà possibile approfondire il tema del cammino ecumenico tra le chiese cristiane con l’auspicio di una piena unità, per conoscere le diverse esperienze e rafforzare così lo spirito di comunione.
